Enti Pubblici

Corsi di formazione

Formazione rivolta al personale delle Forze dell’Ordine

Idea progettuale

Gli operatori di Polizia sono spesso esposti a eventi molto stressanti, inerenti alle mansioni ed al contesto lavorativo. Se non sono opportunamente sostenuti cominciano a sviluppare un lento processo di “logoramento” psicofisico dovuto alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato. Questa situazione, sul lungo periodo, può compromettere sia il benessere della persona, che la motivazione al lavoro e dunque la qualità del servizio. Lavorare sui vissuti e sulle competenze degli operatori di Polizia diventa dunque strategico.

Il progetto nasce dall’idea di supportare il personale di Polizia Municipale, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Carabinieri nell’analisi e nella gestione di situazioni conflittuali che li vedono protagonisti.

Obiettivi

Attivare ed implementare competenze relative all’ analisi e gestione di situazioni conflittuali;

Implementare le capacità di gestione dello stress nelle relazioni difficili;

Offrire momenti di condivisione e confronto rispetto a episodi di conflitto emersi nel servizio;

Destinatari

Personale delle forze dell’ordine

Articolazione del progetto

Il percorso prevede 4 incontri di 3 ore l’uno per un totale di 12 ore

Formazione rivolta a operatori e educatori di strada

Idea progettuale

Gli operatori ed educatori che lavorano “in strada”, a contatto diretto con le persone che vivono il territorio, portano la loro professionalità in contesti informali, dinamici, destrutturati e spesso conflittuali.
Il contatto con l’altro, sia singolo che gruppo, spesso avviene per strada, in un parco, in un’ambiente poco noto all’operatore. L’altro spesso è uno sconosciuto, a volte problematico, di cui l’operatore ha il dovere di occuparsi. Sono condizioni che richiedono all’operatore lo sviluppo di molte competenze tra cui la gestione di relazioni difficili e la valorizzazione delle risorse esistenti.

Il progetto nasce dall’idea di supportare gli educatori e operatori di strada nell’analisi e nella gestione di situazioni conflittuali che li vedono protagonisti. Verrà posta attenzione anche alla costruzione di processi partecipativi e progetti di sviluppo di comunità.

Obiettivi

Attivare e implementare competenze relative all’analisi e alla gestione di situazioni conflittuali;

implementare le capacità di gestione dello stress nelle relazioni difficili;

offrire momenti di condivisione, confronto e consulenza rispetto a episodi di conflitto emersi nel servizio;

Destinatari

Educatori e operatori di strada

Articolazione del progetto

Il percorso prevede 4 incontri di 3 ore l’uno per un totale di 12 ore

Formazione rivolta a dipendenti di Enti Pubblici e al personale di sportello

Idea progettuale

Il lavoro porta la persona a contatto con colleghi e, se si tratta di un impiego allo sportello, con gli utenti.
La relazione con entrambi, seppur diversa, comporta fatica e stress che possono nel tempo diventare difficili da gestire. Quando questo carico si fa pesante i normali conflitti diventano più difficili da gestire.
In questi gli operatori spesso agiscono dinamiche aggressive o evitanti. Entrambe hanno conseguenze negative sul servizio in termini sia di clima che di rendimento. Per quel che riguarda il lavoro allo sportello, il gradimento del servizio offerto all’utente potrebbe esserne compromesso.

Diventa strategico dunque supportare il personale di Enti Pubblici nell’analisi, nella prevenzione e nella gestione di situazioni conflittuali che possono insorgere nel contatto con l’utenza e con il personale dell’ente stesso.

Obiettivi

Attivare e implementare competenze relative all’individuazione, analisi e gestione di situazioni conflittuali;

Imparare a riconoscere ed accettare i diversi punti di vista;

Offrire momenti di condivisione e confronto rispetto a episodi di conflitto emersi nel servizio.

Destinatari

Personale dell’ente

Articolazione del progetto

Il percorso prevede 4 incontri di 3 ore l’uno per un totale di 12 ore.

Percorsi di Start-Up

Start up di Centri di Mediazione dei conflitti

La mediazione sociale è un percorso di facilitazione della comunicazione e di gestione dei conflitti che sorgono fra diversi soggetti, singoli o gruppi, in vari ambiti: vicinato, famigliare, territoriale, scolastico.

L’insieme dei seguenti servizi è teso a generare una migliore convivenza, a gestire e a prevenire il disagio e il conflitto tra persone, a migliorare la percezione della sicurezza sociale, a ricostruire reti di relazioni e di vicinato. Tende inoltre ad avvicinare e a far sentire prossime ai cittadini le Istituzioni e le Amministrazioni Locali.

Mediazione di vicinato

Essa interviene nella prevenzione e gestione dei conflitti che possono insorgere fra singoli o nuclei familiari che risiedono nello stesso comparto abitativo e riguardano fattori come rumori, odori, atti di degrado e vandalismo, pulizia/sporcizia degli ambienti comuni, comportamenti offensivi/aggressivi, etc.

Mediazione territoriale e sviluppo di comunità

Quest’area di lavoro riguarda i conflitti che possono insorgere fra gruppi che abitano o frequentano stabilmente spazi pubblici o di confine fra pubblico e privato, in cui l’oggetto della contesa è proprio il modo di vivere/percepire il suddetto spazio.

Piazze, parchi, zone adiacenti i negozi etnici sono il palcoscenico di tali conflitti che richiedono un decentramento fisico del mediatore nei luoghi di emersione del malessere.

Mediazione scolastica e attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo e ai fenomeni discriminatori

Questa tipologia di mediazione interviene nelle sempre più complesse dinamiche relazionali che si attivano nel mondo scolastico dove si lavora attraverso l’ascolto, la consulenza e la mediazione e si rivolge ai diversi soggetti: alunni, dirigenti scolastici, insegnanti, personale scolastico, e genitori.

Si prevedono inoltre azioni e progetti legati a fenomeni di bullismo, cyberbullismo e antidiscriminazione, miranti a prevenire e gestire il disagio nei giovani e lo stress negli adulti del mondo-scuola.

Il percorso che proponiamo di start-up di un centro di mediazione sociale potrebbe essere il seguente:

  • Analisi dei bisogni del gruppo dei futuri mediatori: motivazione, risorse umane, risorse finanziarie, legami con l territorio.

  • Formazione del gruppo di futuri mediatori e volontari: si tratta di un percorso di circa 90 ore di formazione in aula (si può modulare a seconda delle esigenze), articolato in due moduli:

    1. Modulo di sensibilizzazione ai temi della mediazione dei conflitti, rivolto all’intero del gruppo dei futuri “operatori” del Centro di Mediazione e degli eventuali volontari, della durata di 30 ore;

    2. Modulo di formazione alla mediazione dei conflitti, rivolto all’intero gruppo (futuri “operatori” del Centro di Mediazione e volontari), della durata di 60 ore;

  • Supervisione: essa prevede sia la supervisione dei casi, sia l’elaborazione dei vissuti personali dei mediatori.

  • Promozione: si tratta di un attività fondamentale per la nascita e lo sviluppo del centro di mediazione sociale. Insieme al gruppo di futuri mediatori si individuano le strategie di marketing che permettono al Centro di mediazione di essere conosciuto dal territorio e di iniziare a radicarsi. Questa attività è fortemente collegata all’attivazione o al consolidamento di reti territoriali.

Start up di Centri di Mediazione familiare e intrafamiliare

La mediazione familiare è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o al divorzio in un contesto strutturato in cui un professionista esterno al conflitto, il mediatore familiare, sollecitato dalle parti nella garanzia della riservatezza (non fornisce informazioni e relazioni ai magistrati e ai servizi) e in autonomia dall’ambito giudiziario, si adopera affinché i genitori elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli, in cui i genitori possano esercitare la comune responsabilità genitoriale.

La mediazione intrafamiliare lavora sui conflitti che possono nascere all’interno della rete familiare fra genitori e figli, all’interno di una coppia, fra fratelli, etc.

Il percorso che proponiamo di start-up di un centro di mediazione familiare e intrafamiliare potrebbe essere il seguente:

  • Analisi dei bisogni del gruppo dei futuri mediatori: motivazione, risorse umane, risorse finanziarie, legami con il territorio.

  • Formazione del gruppo di futuri mediatori: si tratta di un percorso di 120 ore di formazione in aula articolate tra teoria e pratica

  • Supervisione: essa prevede sia la supervisione dei casi, sia l’elaborazione dei vissuti personali dei mediatori.

  • Promozione: si tratta di un attività fondamentale per la nascita e lo sviluppo del centro di mediazione sociale. Insieme al gruppo di futuri mediatori si individuano le strategie di marketing che permettono al Centro di mediazione di essere conosciuto dal territorio e di iniziare a radicarsi. Questa attività è fortemente collegata all’attivazione o al consolidamento di reti territoriali.