Enti
Pubblici

Quando il conflitto produce insicurezza, frammentazione sociale e alti costi pubblici

Problemi

CONFLITTO

Un conflitto tra due persone ha un costo di 10.000 euro (costi sanitari, abitativi, giudiziari, ordine pubblico, servizi sociali). Questi sono solo i costi diretti; la spesa aumenta se si calcolano anche i costi indiretti e non monetari.

INSICUREZZA SOCIALE

Secondo i dati Istat, nonostante un miglioramento della sicurezza reale, il 33,9% dei cittadini ritiene di vivere in una zona a rischio di criminalità (molto o abbastanza), dato decisamente in aumento rispetto alla rilevazione precedente (+11,9 punti percentuali).

SOLITUDINE RELAZIONALE

Molti bambini sviluppano sin dalla tenera età disturbi dell’apprendimento o del comportamento; adolescenti che fanno uso di sostanze e fanno riferimento a modelli culturali violenti; adulti stressati che faticano a sostenere le molteplici incombenze; anziani sempre più soli e impauriti

GESTIONE EMERGENZIALE

Gli enti pubblici si trovano sempre di più a dover gestire situazioni di emergenza con uno spreco di risorse notevole. Le forme di assistenzialismo messe in campo fino a questo momento non rispondono più ai bisogni delle persone che si rivolgono ai servizi.

Servizi offerti

Start up e implementazione di centri di mediazione dei conflitti sociali

Spesso gli enti pubblici ricevono delle segnalazioni da parte dei cittadini rispetto a situazioni di conflitto di vicinato o tra gruppi di persone sul territorio, non sapendo come gestirle. Sovente, infatti, sono legate a situazioni tra privati, motivo per cui la Polizia Municipale ha un raggio di azione limitato. Gli agenti sono così chiamati a gestire controversie tra residenti di uno stesso condominio adoperando personale e risorse destinate ad altro.
Un Centro di Mediazione dei Conflitti può, grazie alle competenze di mediatori preparati, gestire al meglio le situazioni conflittuali, liberando così risorse che verrebbero altrimenti sprecate. Il percorso di mediazione restituisce al cittadino la responsabilità del proprio conflitto e ne previene la delega.

Avviare o potenziare un Centro di Mediazione dei conflitti sociali è un’esperienza bella ma faticosa. Spesso non si sa da dove partire, con quali interlocutori confrontarsi, che reti territoriali attivare e su cosa focalizzare primariamente l’attenzione. Bisogna, inoltre, considerare, che ogni realtà locale ha le sue specificità, e che le motivazioni e le risorse disponibili, nell’avviare o implementare un centro di mediazione sociale, sono relative alla situazione contingente. In questo senso non è possibile pensare ad modello unico di riferimento, da impiantare nei diversi contesti, ma piuttosto a un percorso di start-up o crescita del centro, che faccia i conti con la realtà territoriale.

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Il cammino che noi proponiamo è una sorta di “esperienza di buone prassi”, in cui ci apriamo ad un confronto con un gruppo, a partire dagli errori e dagli elementi di successo che caratterizzano l’esperienza modenese.

Implementazione di progetti di sviluppo di comunità

Per prevenire tutte quelle forme di percezione di insicurezza e di frammentazione sociale, Mediando si occupa anche di progettare interventi di Sviluppo di comunità, dove attraverso la conoscenza e la costruzione della reciproca fiducia tra persone che vivono in una determinata realtà, vengono accolti vissuti e bisogni e insieme si costruiscono percorsi di inclusione e socializzazione, con un conseguente aumento della qualità della vita relazionale degli abitanti.

Formazione rivolta agli operatori

Mediando offre un servizio di formazione a operatori che lavorano a stretto contatto con un’utenza spesso problematica: operatori di sportello dell’anagrafe, sociale, centri stranieri, agenti di Polizia Municipale…
Durante la formazione vengono forniti strumenti per la gestione di situazioni conflittuali con l’obiettivo di diminuire il livello di stress e aggressività legato a questa esperienza.
È possibile personalizzare la struttura del corso di formazione sulla base delle esigenze dell’ente stesso.

Consulenza

Mediando offre la possibilità di una consulenza rivolto ad operatori e dirigenti che stanno vivendo una situazione di disagio e che desiderano essere supportati nell’analisi ed elaborazione del conflitto in questione. La consulenza del mediatore è basata sull’ascolto della persona e sul sostegno di essa nell’esplorazione delle proprie risorse per uscire da una situazione di disagio.

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Cortometraggio realizzato nell’ambito di un progetto di sviluppo di comunità a Modena

Case History

Mediando gestisce Punto d’accordo, il Centro di Mediazione dei conflitti sociali del Comune di Modena. È uno sportello ubicato in via dell’Abate 74 a Modena, dove i cittadini possono rivolgersi per affrontare un conflitto che hanno con un’altra persona (conflitti di vicinato, scolastici, familiari). All’attività di Sportello si affianca un attività di mediazione comunitaria, legata ai problemi di convivenza e alla percezione di sicurezza sociale. I conflitti in una città possono nascere fra gruppi di cittadini che, nell’abitare un territorio, hanno bisogni e abitudini diverse.

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Ad esempio, la confusione provocata da un gruppo di ragazzi che sosta nelle adiacenze del condominio, può creare disagio ai residenti; oppure un gruppo di cittadini può vivere un disagio provocato dai clienti di alcune attività commerciali. Nelle situazioni più complesse, per ridurre la conflittualità, a fianco di un intervento di mediazione, del coordinamento tra diversi servizi si attivano progetti di sviluppo di comunità dove il lavoro del mediatore è valorizzare le risorse esistenti e accrescere le reti di vicinato.

I dirigenti di un ente pubblico ci contattano per organizzare una formazione agli operatori di sportello a stretto contatto con l’utenza. La formazione, che alterna momenti esperienziali a momenti più teorici, affronta molte delle tematiche portate dagli operatori offrendo spunti di riflessioni e strumenti pratici. A conclusione del ciclo viene richiesto a Mediando di approfondire questo tema in un secondo modulo con gli stessi operatori che hanno partecipato al primo ciclo.

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Lavoriamo con:

Comune di Modena – Assessorato alle politiche sociali, abitative e per l’intergrazione, Assessorato alle politiche per la sicurezza.
Comune di Carpi